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Alzheimer, colpi alla testa, smog, obesità: fattori di rischio per la demenza

Alzheimer, parola sempre più usata i questi anni nei confronti di persone della terza età, a volte anche a sproposito. Ecco dunque un articolo scritto dalla Dr.ssa Alice Vigna per il Corriere della Salute del Corriere della Sera, che in maniera chiara e semplice ci spiega quali sono i fattori di rischio per la malattia dell’Alzheimer.

Tre nuovi parametri  da tenere d’occhio e una dozzina di situazioni da evitare per ridurre le probabilità di incorrere nel decadimento cognitivo nella terza età. Secondo gli esperti agire su alimentazione e attività fisica e controllare glicemia e pressione potrebbe avere effetti significativi.

Fino a poco tempo fa erano nove i fattori di rischio noti e modificabili su cui agire per ridurre il pericolo di ammalarsi di Alzheimer. 

Ora, grazie alla rivalutazione dei dati da parte degli esperti della “The Lancet Commission on Dementia Prevention”, sono diventati dodici: una buona notizia, perché significa avere un maggior margine di manovra per tenere alla larga il decadimento cognitivo. I tre nuovi parametri da tenere d’occhio sono i traumi alla testa nel periodo della mezza età, l’esposizione all’inquinamento atmosferico  da anziani, l’eccesso di alcol. 

“ il 3% dei casi di Alzheimer può essere direttamente attribuito a traumi cranici avvenuti dai quarantacinque, cinquant’anni in poi, il 2% allo smog respirato dopo i 65 anni, l’1% a un consumo di alcol che superi le 21 unità alcoliche a settimana (ovvero oltre tre bicchieri di vino, tre lattine di birra o tre bicchierini di superalcolico al giorno ndr)”, spiega Gill Livingston dell’University College di Londra , coordinatrice del rapporto . “ Agendo su tutti e 12 i fattori di rischio si potrebbe evitare il 40 % dei casi di demenza e l’impatto potrebbe essere perfino più evidente nei Paesi in via di sviluppo e sulle classi sociali più svantaggiate, dove c’è una maggiore diffusione di elementi di pericolo  come la bassa scolarità o il sovrappeso e l’obesità”.

Fra i fattori che più pesano sulla probabilità di demenza c’è infatti l’educazione scolastica, che incide per il 7% dei casi: il Columbia Aging Project, che ha seguito oltre 2400 persone per più di 20 anni ha dimostrato per esempio che oltre alla durata degli studi conta anche la qualità dell’istruzione, direttamente correlata a una miglior capacità di linguaggio e una memoria più solida, entrambe caratteristiche che durante al terza età si rilevato fondamentali per ridurre il pericolo di demenza. 

Sovrappeso e fattori di rischio cardiovascolare sono altrettanto rilevanti, anch’essi fin da giovani: chi già in adolescenza ha problemi di peso, diabete o pressione alta, evenienze purtroppo sempre meno rare, registra una capacità cognitiva significativamente più “zoppicante” dopo i 65 anni, stando a dati presentati nel corso dell’ultimo congresso internazionale dell’Alzheimer’s  Association. 

Adina Zeki Al Hazzouri della Columbia Uiversity, che ha analizzato oltre  cinquemila persone per valutare la correlazione fra chili di troppo e demenza, aggiunge: “ In particolare è bene tenere sotto controllo il peso fra i 20 e i 50 anni: essere sovrappeso in questa fase della vita aumenta la probabilità di demenza di circa il doppio, essere obesi di ben due volte e mezzo”.

Da sapere 

1 Sovrappeso

I chili di troppo fanno male al cervello, con un effetto più evidente nelle donne; i meccanismi sono vari, come l’aumento dell’infiammazione indotto dall’eccesso di grasso e la riduzione delle dimensioni di aree connesse alla memoria.

2 Diabete 

Il legame è talmente stretto che è stato proposto di definire l’Alzheimer come “diabete di tipo 3” : l’incidenza nei diabetici è circa doppia, colpa forse delle alterazioni della circolazione del sangue nel cervello indotta dall’accesso di glicemia.

3 Ipertensione 

La pressione alta modifica struttura e funzionalità dei vasi sanguigni cerebrali, provocando micro-danni ripetuti ai neuroni in aree critiche per le funzioni cognitive che, alla lunga portano alla comparsa di demenza vascolare e anche Alzheimer. 

4 Sedentarietà

Restare attivi quanto più possibile, fin dall’infanzia e poi soprattutto in età adulta e da anziani aiuta a ridurre il rischio di Alzheimer; il legame passa anche in questo caso dal mantenimento di una buona circolazione sanguigna, che è favorita dal movimento.

5 Scarsa scolarità 

Il cervello è come un muscolo e va allenato, con studio e attività cognitiva assidua (dalla lettura a tutto ciò che impegna la memoria e la concentrazione); la qualità dell’istruzione fin dall’infanzia è la prima base per un cervello in  salute a lungo.

6 Fumo 

Si stima che la sigaretta sia direttamente responsabile di almeno il 5% dei casi di demenza e aumenti molto il rischio di ammalarsi. E’ possibile che dipenda dagli effetti deleteri del fumo sulla circolazione sanguigna cerebrale (e non solo).

7 Alcol

L’eccesso provoca danni cerebrali permanenti, sia per un effetto neurotossico diretto sia per le conseguenze sulla circolazione sanguigna; il pericolo diventa molto alto se si superano le tre unità  alcoliche al giorno (cioè tre bicchieri di vino, tre lattine di birra).

8 Ipoacusia 

Il sentire male dalla mezza età in poi incide molto sul rischio di Alzheimer perché oltre a favorire l’isolamento sociale, che facilita la demenza, ha effetti negativi diretti sul cervello che ricve meno input e perde pian piano alcune funzionalità.

9 Traumi cranici

Violenti colpi alla testa aumentano la probabilità di ammalarsi. Essenziale proteggersi sul lavoro, se si praticano sport a rischio o in strada, se si usano moto e bici; i traumi nella mezza età sono più critici, tanto da essere l’undicesimo fattore di rischio per l’Alzheimer.

10 Inquinamento 

Le sostanze inquinanti presenti nell’aria sembrano avere effetti tossici diretti sulle cellule del cervello; vivere in ambienti inquinati dopo i 65 anni è il dodicesimo fattore di rischio, perché nella terza età l’esposizione allo smog è più deleteria