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Quali rischi si corrono con i farmaci online

La Dr.ssa Vera Martinella nel seguente articolo pubblicato sul Corriere della Salute del Corriere della Sera, espone con un linguaggio semplice, ma molto chiaro il pericolo che il pubblico italiano corre con l’acquisto di farmaci on line non conformi che sfuggono ai controlli delle autorità sanitarie.

Sono aumentate le segnalazioni di prodotti contraffatti o messi sul mercato senza le necessarie garanzie. In crescita anche le persone (soprattutto giovani) che cercano su Internet, fuori dai canali ufficiali, preparati e trattamenti a uso estetico e antidolorifici.

In Italia è vietata la vendita online di farmaci chi richiedano la prescrizione medica e consentita quella dei medicinali di automedicazione, riconoscibili da un bollino sulla loro confezione.

Vengono spesso presentate come “offerte imperdibili”, inviate come pubblicità via mail o diffuse sui più svariati siti internet ma sono truffe.

I casi più recenti riguardano la falsificazione di un preparato dermatologico con attività anticellulite, e di un medicinale indicato nel trattamento delle disfunzioni erettili, ma l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha registrato negli ultimi mesi un preoccupante incremento delle segnalazioni di prodotti acquistati via web da canali non autorizzati, risultati falsificati o illegali.

“Serve massima cautela nell’acquisto di farmaci online –raccomanda Domenico Di Giorgio, dirigente dell’Area Ispezioni e Certificazioni di Aifa-. Ancor di più per tutto ciò che riguarda l’infezione da Sars-CoV- 2 perché è possibile che accada in Italia ciò che si sta già verificando in alcuni paesi extraeuropei: l’offerta tramite siti internet e social media di vaccini e terapie anti Covid-19 privi di qualunque garanzia rispetto a qualità, efficacia e sicurezza. Quindi potenzialmente molto pericolosi.
Purtroppo la criminalità organizzata, che generalmente gestisce le farmacie online illegali, sfrutta molto rapidamente i bisogni e le paure della popolazione lucrando anche sulle emergenze”.

Il primo accorgimento da adottare è essere consapevoli che in Italia non è consentita la vendita online di farmaci che richiedono la prescrizione medica, ma solo quelli da banco, cioè medicinali da automedicazione, indicati solitamente per disturbi di lieve entità: un bollino sulla loro confezione li rende facilmente riconoscibili.

Altro elemento fondamentale è che l’acquisto da parte dei consumatori italiani può essere effettuato solo attraverso i canali autorizzati che espongono il logo comune, attribuito da Ministero della Salute, attestante che l’operatore che effettua la vendita online ha regolarmente notificato la sua attività alle autorità competenti e agisce conformemente alle vigenti disposizioni.

“Comprare medicinali online al di fuori dei canali legali espone gli acquirenti a potenziali pericoli per la salute, in quanto si corre il rischio di procurarsi prodotti per i quali non è possibile avere alcuna certezza rispetto a requisiti fondamentali come qualità e sicurezza – sottolinea Di Giorgio-. E’ importante che si sappia che quello dei medicinali illegale che, ancor di più nell’ultimo anno per l’epidemia di Coronavirus, è diventato un enorme business, che si concentra proprio sulle cure più richieste”.

Secondo gli ultimi dati disponibili, precedenti l’emergenza Covid, rimedi contro l’influenza, preparati vari per la perdita di peso o per migliorare le performance sportive, cure per la disfunzione erettile e antidolorifici sono i più gettonati nelle ricerche online degli italiani, insieme diversi prodotti a uso estetico, come ad esempio il botulino.

Quanto sia diffusa l’abitudine nel nostro Paese non è possibile dirlo con precisione (trattandosi di un mercato illegale non ci sono rilevazioni ufficiali), ma le ricerche Aifa e Università la Sapienza di Roma hanno effettuato nell’ambito del progetto Fakeshare indicano percentuali elevate, con un 65% degli interpellati nell’indagine che si definisce “acquirente abituale”.

Fortunatamente sono in maggioranza i diffidenti, che ritengono poco sicuro l’acquisto di medicinali sul web, ma a preoccupare è quel 44% degli interpellati che si dimostra invece fiducioso.

“I nostri connazionali cercano online soprattutto ciò che il medico non prescriverebbe mai –commenta l’esperto-. A giocare un ruolo, più rilevante che non l’aspettativa di risparmio è anche l’imbarazzo nel doversi rivolgere personalmente a un farmacista per ottenere medicinali di questo tipo.

Se però l’acquirente considerasse correttamente i rischi che corre nell’utilizzare certi canali, da cui arrivano rimedi di qualità non certificata, spesso falsificati, sicuramente rivaluterebbe l’acquisto che sta cercando di realizzare ”.

Ad avventurarsi nel mercato su Internet sono soprattutto persone che hanno maggiore confidenza con il web e lo shopping in rete, soprattutto giovani oppure adulti con scolarizzazione alta, che finiscono spesso per sottovalutare i rischi ritenendo, più facilmente di altri, di poter identificare venditori affidabili. E che non di rado, agiscono anche come “intermediari” per amici e parenti.

“E’ fondamentale essere informati e avere un atteggiamento prudente” – conclude Di Giorgio -. Oggi più che mai, perché le rilevazioni recenti indicano che la pandemia ha fatto crescere il mercato web italiano del 37% tanto che ne ha beneficiato anche il settore farmaceutiche legale, limitato ai farmaci da banco venduti dai negozi autorizzati.

Il business online dei prodotti da farmacia è stimato da Iqvia in aumento di valore del 59% nel 2020: nei primi ove mesi del 2019 valeva 172 milioni di euro, contro 274 milioni di euro nel 2020.

L’allarme che Aifa ha lanciato nasce proprio dalla constatazione di un allargamento nei canali illegali dell’offerta di prodotti falsificati mirati al pubblico italiano, anche di quelli “normali” da automedicazione.